Quando pensi a pubblicità per Amazon, probabilmente ti vengono in mente le Sponsored Products o al massimo Google Ads. Ma c’è un canale che troppi seller ignorano completamente: Meta Ads.
Eppure, stiamo parlando di una piattaforma con oltre 3 miliardi di utenti attivi, capacità di targeting chirurgiche e costi spesso inferiori a Google.
Non solo. Per un seller Amazon questo strumento può dare risultati molto importanti per costruire domanda, non solo intercettarla. Mentre Google cattura chi già cerca, Facebook ti permette infatti di mostrare i tuoi prodotti a persone che non sapevano nemmeno di averne bisogno.
Il catalogo prodotti è il punto di partenza della strategia Facebook
Andiamo con ordine. Se vendi su Amazon, hai già un catalogo prodotti. Quello che ti manca di fare è sincronizzarlo con Facebook tramite il Business Manager. Una volta configurato il catalogo, puoi lanciare le Dynamic Ads, che mostrano automaticamente i prodotti giusti alle persone giuste.
Le Dynamic Product Ads (DPA) sono il formato più potente per i seller. Funzionano come un remarketing intelligente: se un utente visita la tua inserzione su Amazon ma non compra, Facebook gli mostra esattamente quel prodotto mentre scrolla il feed. Il tasso di conversione di queste campagne è significativamente più alto rispetto agli annunci statici.
La configurazione richiede un pixel Facebook installato sul tuo sito (se ne hai uno) o l’uso di link tracciati verso Amazon. Non è immediato, ma una volta impostato il sistema gira praticamente da solo.
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Il successo delle campagne passa dal targeting
È però sul targeting che, probabilmente, Facebook rivela i valori aggiunti più importanti rispetto a qualsiasi altra piattaforma.
Puoi infatti targetizzare utenti in base a interessi incredibilmente specifici, comportamenti d’acquisto, eventi della vita, interazioni precedenti. Vendi prodotti per neonati? Puoi mostrare annunci solo a neo-genitori nelle prime 6 settimane dopo la nascita.
I Lookalike Audiences sono molto funzionali. Carichi una lista dei tuoi migliori clienti e Facebook trova persone simili. Se hai 1000 clienti che hanno comprato il tuo prodotto, Facebook può trovarne altri 100.000 con caratteristiche analoghe.
Un errore comune è però partire subito con audience troppo ampie. Meglio invece iniziare con pubblici ristretti e iper-targetizzati, testare cosa funziona, e poi scalare progressivamente.
Formati pubblicitari: video, caroselli e storie
Facebook offre una varietà di formati molto eterogenea. I video brevi (15-30 secondi) che mostrano il prodotto in azione, per esempio, convertono ottimamente, specialmente per prodotti che risolvono problemi specifici.
I caroselli ti permettono di mostrare più prodotti o più angolazioni dello stesso prodotto in un unico annuncio. Sono perfetti per i bundle o per raccontare una storia attraverso immagini sequenziali.
Le Stories e i Reels stanno diventando sempre più rilevanti, con costi per impression spesso inferiori al feed tradizionale. Richiedono naturalmente creatività verticali e dinamiche. Ma se il tuo prodotto si presta molto al visual, funzionano benissimo.
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Il monitoraggio dei costi è la difficoltà maggiore
Meta Ads Manager ti sommerge di dati, ma il vero problema è collegare la spesa pubblicitaria alle vendite Amazon. A differenza di Google, dove l’utente clicca con intenzione d’acquisto, su Facebook il percorso è infatti ben più complesso.
Devi tracciare non solo i clic, ma anche gli eventi di conversione su Amazon. Quante persone hanno aggiunto al carrello? Quante hanno completato l’acquisto? Qual è il tempo medio tra clic e acquisto?
Senza un sistema di tracking robusto, ti ritrovi a spendere migliaia di euro senza sapere se stanno portando vendite reali o solo traffico inutile.
Con le nuove funzioni di ZonWizard, i costi delle tue campagne Ads vengono ora rilevati direttamente dal software.
Best practice per non bruciare budget
Tutto ciò premesso, abbiamo voluto condividere alcuni spunti che pensiamo possano essere utili per evitare di sprecare inutilmente budget.
Prima di tutto, la creatività fa l’80% del lavoro. Un annuncio con immagini scadenti o copy generico non funzionerà mai, anche con il targeting perfetto. Investi in foto professionali, video di qualità, copy persuasivo che parla dei benefici, non delle caratteristiche.
Seconda regola: testa tutto, sempre. Crea almeno 3-4 varianti di ogni annuncio con immagini, headline e copy diversi. Facebook ti dirà quale performa meglio, poi disattiva gli altri e scala quello vincente.
Infine, non ignorare le metriche intermedie. Se il costo per clic è alto ma il CTR (Click-Through Rate) è buono, il problema non è il targeting ma probabilmente la landing page su Amazon. Se il CTR è basso, devi migliorare le creatività.
Retargeting: il ROI più alto che puoi ottenere
Il retargeting su Facebook è incredibilmente sottovalutato dai seller Amazon. Eppure costa relativamente poco, perché mostri annunci solo a chi ha già interagito con te, e il tasso di conversione può arrivare al 10-15% contro l’1-2% delle campagne cold.
Puoi fare retargeting di chi ha visitato la tua listing ma non ha comprato, di chi ti segue su Instagram, di chi ha interagito con i tuoi post. Puoi anche creare sequenze di retargeting: primo annuncio con sconto, secondo con recensioni entusiastiche, terzo con urgenza (scorte limitate).
Il trucco è non essere invadenti. Limita la frequenza a 2-3 impression a settimana per utente, altrimenti diventi fastidioso e ottieni l’effetto opposto.
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L’AI di Meta: automazione che funziona davvero
Meta ha investito miliardi nell’intelligenza artificiale per l’advertising. Le Advantage+ campaigns usano il machine learning per ottimizzare automaticamente budget, placement, audience e creatività.
Per i seller Amazon questo significa che puoi impostare obiettivi di performance e lasciare che l’algoritmo faccia il lavoro pesante. L’AI di Meta è particolarmente brava a trovare utenti ad alto potenziale di conversione che non avresti mai targetizzato manualmente.
Ma come per Google, l’AI ha bisogno di dati per funzionare. Serve un volume minimo di conversioni (almeno 50 a settimana) per far sì che l’algoritmo impari efficacemente. Per questo all’inizio dovrai fare ottimizzazione manuale.
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Controllo e reporting: da caos a chiarezza
Meta Ads Manager può sembrare un labirinto. Metriche ovunque, dashboard complesse, terminologia tecnica. Ma in realtà è bene avvicinarsi con la giusta pragmaticità. Le metriche che contano davvero, almeno nelle prime fasi, sono infatti poche:
- ROAS
- costo per acquisto
- CTR
- frequenza
- tasso di conversione.
Il vero problema è che Facebook ti dice quanto hai speso e quanti clic hai generato, ma non sa automaticamente quante vendite hai fatto su Amazon. Devi costruire un sistema di attribution che colleghi i due mondi.
Facebook vs Google: quale scegliere?
A questo punto forse ti stai domandando se convenga puntare su Meta Ads o su Google Ads. O, magari, quale delle due piattaforme è la migliore.
La risposta potrebbe stupirti. Meglio puntare su entrambi, ma con strategie diverse. Google coglie infatti una domanda esistente (performance marketing puro). Facebook crea domanda e costruisce brand awareness.
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